Come ho già fatto con altri “pezzi” di attrezzatura, anche in questo caso il “format” di questa mia chiacchierata sarà più emozionale che tecnico.
I fotoamatori sono spesso ossessionati dai test di laboratorio che descrivono minuziosamente le proprietà e caratteristiche di una lente; la loro nitidezza, distorsione e difetti diventano curve MTF ed altri grafici e geroglifici.

Ma noi siamo fotografi e non scattiamo con curve MTF, vero ? Scattiamo con le lenti migliori che ci possiamo procurare, certamente, ma sono le foto finali che parlano; ciò che importa davvero è l’uso di una lente sul campo, quello che  la lente ci da in termini di versatilità, di rapidità, di maneggevolezza e di affidabilità.

Di questo parlerò in questo articolo con il mio approccio un po’ più “emozionale” alle recensioni 😉 Non me ne vogliate voi amanti dei dati e delle prove ultratecniche, ci sono tanti articoli la fuori sul web con un taglio decisamente tecnico ed a me piace fare qualcosa di diverso.

Ciò premesso lanciamoci a chiacchierare del nostro amato Canon EF 85mm f/1,8 USM, una lente tutto sommato abbordabile come prezzo e dalle caratteristiche e qualità molto interessanti. Con un prezzo tra le 300 e le 400 euro sul web, ci portiamo a casa una sostanziosa quantità di vetro; la lente frontale è ampia e si estende per quasi tutto il diametro del barilotto dando subito la sensazione di avere per le mani un obiettivo luminoso. Il diametro dell’innesto filtri è comunque contenuto e globalmente sembra di maneggiare un cinquanta millimetri luminoso in quanto a dimensioni e peso.

Usato su di un corpo full frame l’obiettivo conserva appieno le caratteristiche di un 85mm “puro”, mentenendone l’angolo di campo originario. Con corpi macchina a sensore ridotto l’angolo di campo diminuisce e appare simile ad un 135mm.

La profondità di campo della lente è molto limitata a tutta apertura. Ad esempio, se usato su EOS 7D a f/1,8 e a un metro di distanza dal soggetto, la profondità di campo è di 0,86 cm (meno di un centimetro) rendendo complicata la messa a fuoco precisa. Il vantaggio è però ovvio e cioè quello di poter disporre di uno strumento creativo di notevole intensità che permette una piacevole separazione tra la zona di fuoco e la zona fuori fuoco, accentrando l’attenzione sul soggetto. Se aggiungiamo la buonissima qualità dello sfocato, “burroso” come lo chiamo io, che la lente in oggetto riesce a restituire nella maggior parte delle situazioni, ne otteniamo una eccellente “macchina da ritratto”; genere fotografico al quale sicuramente un 85mm è più orientato. Nulla vi vieta di utilizzarlo per mille altre tipologie di fotografia, ma è nel ritratto, a mio parere, dove la lente diventa davvero “emozionante”.

Nella foto qui sopra è stato utilizzato ad f/2.0 mantenendo a fuoco il viso nella zona degli occhi e sfocando progressivamente tutto il resto.

Qui sopra vedete invece una immagine dedicata a farvi valutare la qualità dello sfocato usando la lente a f/1,8 e contemporaneamente la limitatissima distorsione (vista la presenza di due linee orizzontali). Se vi state chiedendo che cosa sia, è una veduta “artistica” della mia scrivania con appoggiata sopra la tavoletta Wacom e con dietro l’iMac sullo sfondo 😉 Cliccateci sopra per vedere la versione più grande.

Su APS-C (sono un amante del formato ridotto) é una lente che uso spessissimo perchè amo molto i primi piani e i mezzibusti ed è una lente che mi permette di rimanere ad una distanza di “connessione” con il soggetto senza avvicinarmi troppo ed evitando così di invadere troppo il suo spazio “vitale”, pur potendo interagire come mi piace fare. Una focale che ritengo assolutamente eccezionale per il ritratto (tranne per la figura intera dove preferisco il 50) anche per le sue eccellenti qualità di assenza di distorsione. La nitidezza della lente è ottima diaframmando un po’, ma davvero buona già da f/1,8 ponendo attenzione alla messa a fuoco che diventa ovviamente critica.
A f/5,6 la lente è nitida da far spavento, pronta a tornare meno incisiva al solito f/16 quando si cominciano a far sentire gli effetti di diffrazione che limitano la nitidezza in ogni obiettivo dell’universo creato.

Qui sotto vedete un crop 100% di una foto scattata con l’85mm a f/2.0 per rendervi conto della nitidezza “sul campo” anche ad ampie aperture. Cliccate per la versione full res.

Contrasti e colori sono restituiti fedelmente tranne quando si “violenta” la lente con condizioni di luce folli, come amo fare io con le luci posteriori (controluce); ma questo non è certo un problema di questo obiettivo soltanto.

Il flare non risulta comunque mai folle e quando lo diventa, well, è creatività. Non ho mai amato ne’ cercato lenti prive di difetti (ne esistono ?) anche perchè sono gli imprevisti che spesso rendono caratteristica una fotografia (come la vignettatura dei grandangoli che personalmente adoro).

A tutta apertua la lente mostra un fenomeno di aberrazione cromatica nelle zone fuori fuoco (bokeh purple fringing), un fenomeno che personalmente non mi ha mai infastidito e che fa parte del “carattere” di una lente e che comunque sparisce da f/2,8 in poi. Del resto non vi troverete a fotografare prodotti in studio con questo obiettivo a f/1,8, quindi non è un problema di cui preoccuparsi sul campo 😉

La messa a fuoco con questo obiettivo è rapida e non presenta problemi, tranne i soliti ed ineliminabili problemi dell’autofocus (controluce e zone prive di dettaglio/contrasto); il motore ultrasonico focheggia silenziosissimamente e rapidamente con una precisione del tutto niente male.

Spesso mi chiedono con che cosa potrei sostituire questa lente se ne avessi l’occasione e la risposta probabilmente è : con il Canon EF 135 f/2.0 L. Probabilmente il 135 L ha uno sfocato migliore (sono mille euro di lente però, dannata crisi !) ed una nitidezza ancora superiore. Non credo che prenderei invece l’85 f/1.2 L, perchè quando l’ho provato non è scattato il feeling che è scattato invece con il 135 f/2.0.

In conclusione è uno degli obiettivi più abbordabili della lineup Canon EF e nonostante ciò una lente di assoluto pregio sia a livello ottico che a livello “emozionale”. Forse migliorabile la qualità del barilotto che conserva però le funzioni che servono, come la messa a fuoco manuale continua. Una lente non certo “tuttofare”, ma orientata al ritratto, con la quale potrete però fare sicuramente qualcosa di bello anche nello sport o nel paesaggio sfruttando la sua eccellente luminosità massima.

E se volte sapere per quale motivo sono un grande fan degli obiettivi fissi potete leggere quest’altro recente articolo del mio blog.

Come sempre grazie per la lettura e spero che queste mie considerazioni vi aiutino a scegliere consapevolmente nel caso foste interessati ad una lente simile.
Un saluto ! 😉