Trigger Cactus V5 – La mia prova



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Come qualcuno forse saprà, sono un divoratore di trigger professionista ^_^ Oltre che usarli per lavoro e svago, tengo corsi sull’illuminazione portatile e quindi uso i trigger massicciamente.

Recentemente mi sono procurato 3 Cactus V5, i noti (e non recentissimi) successori dei Cactus V4 ed ovviamente non potevo esimermi dal provarli per voi.

Innanzitutto lo so … un blog serio non dovrebbe presentare le foto dei prodotti in stile vintage/grunge. Non è professionale ^_^

Però lo sapete che sul mio blog non trovate recensioni tecniche perfettine, ma pareri schietti ed emotivi sul reale impiego dell’attrezzatura, quindi mi perdonerete anche la vena pseudo artistica alla quale ogni tanto devo dare sfogo.

Sapete che io non vi elenco dati tecnici e non faccio test assurdi che non serviranno mai a capire la reale qualità di un prodotto dove e quando serve, ovvero nell’uso pratico quotidiano.

Quale migliore occasione, quindi, di uno dei miei Seminari di Illuminazione portatile (in collaborazione con ZMPHOTO.IT) per testare i trigger ? 8 persone diverse con diverse fotocamere ed i medesimi trigger usati in successione durante la parte pratica dello Small Lights Weekend recentemente conclusosi a Milano. Quasi 7 ore di funzionamento in un solo giorno.

Cominciamo col dire che questi V5 sono decisamente più grandicelli dei precedenti V4. Il trasmettitore dei V4 era quasi la metà del trigger attuale. Un po’ più grande era il ricevitore per il fatto che alloggiava batterie più grandi.

La qualità costruttiva dei V5 è notevolmente migliore. Sia a livello di plastiche, sia a livello di ingenierizzazione dei comandi e dei componenti, siamo ad un livello piacevolmente superiore che si percepisce immediatamente quando prendiamo in mano i trigger per la prima volta. La sensazione è di avere per le mani un prodotto destinato a durare.

Il pulsante per il test trigger e per controllare lo scatto in remoto ha la doppia corsa e restituisce un feedback positivo alla pressione e presenta il doppio indicatore luminoso a due luci che permette di verificare immediatamente la corretta pressione e la comunicazione tra i due dispositivi.

I due agganci a contatto caldo (maschio e femmina) entrambi in metallo appaiono robusti e duraturi e non hanno problemi ad inserirsi in alcuna delle fotocamere testate (svariate reflex Canon e Nikon tra cui 60D, 7D, 5D mark II, D700).

Il vano batterie merita un discorso approfondito. Rispetto al modello V4 il miglioramento è qui macroscopico. Lo sportellino delicato e ballerino dei V4 viene rimpiazzato con un cassettino posteriore ad incasso con un meccanismo di sblocco a pressione, e l’alloggiamento delle batterie che ne fuoriesce permette una rapida sostituzione ed un alloggiamento sicuro e stabile delle batterie (due unità AAA per ogni trigger).

Sui precedenti V4 avevo usato nastro adesivo per bloccare gli sportelletti delle batterie praticamente su ogni unità in mio possesso e non li sopportavo più :-)

Lo switch di accensione permette anche di selezionare la modalità TX (trasmettitore) o RX (ricevitore) e la sua qualità costruttiva appare buona. Sul medesimo lato del trigger è presenta anche la presa per agganciare il cavo syncro o il cavo per il collegamento alla fotocamera per il funzionamento in modalità scatto remoto.

Sul lato opposto dell’unità è presente la rotellina di selezione dei canali che merita un piccolo approfondimento.
Questa rotellina permette di selezionare uno tra i 16 canali a disposizione ed i primi 5 sono gestibili in modalità multicanale.

I canali dall’1 al 5, che sono anche evidenziati in colore blu, lavorano con una logica di innesco multipla; ovvero impostando il trasmettitore sul canale 1 sarà possibile controllare i ricevitori impostati sui canali dall’1 al 5 contemporaneamente.
Questo permette ad esempio di impostare una luce principale sul canale 2 ed una luce di riempimento sul canale 3 impostando alternativamente il trasmettitore sul canale 1 o 2 si potra decidere se avere o meno la luce di riempimento senza la necessità di spegnere il flash od il ricevitore corrispondente. Il meccanismo funziona quindi per i primi 5 canali dando al fotografo una migliore versatilità nella gestione e nel controllo delle proprie luci sul set.

Frequency Self-Tune (FST) è una nuova funzione che fa in modo che i V5 si regolino sulla migliore frequenza di funzionamento quando le condizioni sono critiche (cambi repentini di temperatura). Questa soluzione a detta del produttore dovrebbe minimizzare i mancati triggheraggi che tanto infastidiscono nel bel mezzo di uno shooting.

A livello di utilizzo sul campo i Cactus V5 sono comodi e pratici e non danno problemi di sorta. Le loro dimensioni maggiori rispetto ai precedenti V4 non danno alcun problema nell’utilizzo con i miei modificatori tranne un leggero problema di eccessivo innalzamento del flash se montato con il trigger sul softbox Lastolite che uso spesso. Problema che è presente con qualsiasi trigger e che riesco ad eliminare solamente usando i trigger con l’ausilio del cavo syncro (cavo che è fornito con i Cactus V5, mentre non è fornito con altri trigger come ad esempio gli Yongnuo RF 603).

A livello di consistenza di triggeraggio e mancati flash non ho notato alcun problema. Nessuno degli utilizzatori si lamentava che i trigger perdevano colpi, anche quando per sbaglio venivano scattate due o tre fotografie in successione.

Solo con Canon EOS 5D mark II di uno dei miei allievi non è stato possibile sincronizzare i miei flash alla massima velocità possibile (syncro x) per la reflex (1/200 sec.) e si è dovuto ricorrere al tempo immediatamente più lento di 1/160 sec., ma non è il primo trigger a litigare un po’ con la FF di Canon.

Visti i recenti climi al nord in queste ultime settimane, non sono riuscito a provare i trigger all’aperto (non volevate sulla coscienza me ed una modella, vero ?), ma prometto di farlo nonappena possibile e di fornire le mie impressioni sulla consistenza della trasmissione in condizioni meno favorevoli di quelle di uno studio fotografico.

Nota finale : durante l’utilizzo a Small Lights Weekend, è finita un po’ di acqua su uno dei trigger entrando un pochino nella fessura del tastino di test/scatto. Prontamente asciugato, il trigger ha continuato a funzionare senza alcun problema per tutta la giornata.

Ecco un videofocus :

Per il momento è tutto. Se pensate che questa recensione possa essere utile ad altri vi chiedo la cortesia di condividerla sui social network usando i tastini dedicati in testa e coda articolo. Un grazie a tutti da Neoz ;-)

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