About me



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Paolo Ferraris, classe 74, conosciuto sul web con il nickname Neoz, fotografo di professione dal 2010 e specializzato in fotografia di persone, postproducer, docente di fotografia e postproduzione, redattore presso ZMPHOTO per la stesura di articoli e recensioni sul mondo della fotografia.
Comincio a fotografare negli anni 80 a 15 anni con la macchina di mio nonno, una Kodak Retinette degli anni 60.
La passione esplode subito e qualche anno dopo mio padre mi regala la mia prima reflex: una Canon AL1 con il 50mm.
Passo tanti pomeriggi sulle rive del ticino a consumare le pellicole con paesaggi e dettagli della natura, e leggo libri di fotografia. La mia passione è la foto di paesaggio.
Comincio a studiare i primi testi di Andreas Feininger, un fotografo che ha continuato a rappresentare per me uno dei grandissimi del passato, anche dal punto di vista dell’approccio stilistico e mentale alla fotografia.
La fotografia rimane una bellissima passione per molti anni prima di un allontanamento dovuto a varie vicissitudini, tra cui la perdita di tante fotografie del passato per un evento sfortunato.

Nei primi anni della fotografia digitale vorrei tornare ad usare una reflex, ma i costi sono improponibili per un fotoamatore; mi rifugio allora nelle compatte, prima amatoriali, poi più complesse e complete ed arrivo nel 2005 ad acquistare una reflex amatoriale.
La passione si riaccende, ma il digitale è un mondo completamente nuovo e non è facile trovare il tempo per affrontare le nuove tecniche e tecnologie; inizialmente ho un rifiuto per la postproduzione che capisco solo successivamente e di cui apprezzo le potenzialità dopo un po’ di iniziali difficoltà.
Nel 2008 comincio a sentire l’esigenza di fotografare la gente e di portare oltre la mia visione fotografica; inizialmente quello che faccio non mi piace, ma non mi arrendo. Questo mi porta ad una evoluzione ulteriore nell’approccio e comincio a capire che la fotografia è fatta al 90% dalla luce e dalle emozioni. Mi butto nello studio della luce artificiale, naturale, flash e seguo corsi di tutti i tipi, da ogni parte del mondo.
Parallelamente comincio a studiare postproduzione ed i metodi e le tecniche per migliorare e rendere più creativi i miei scatti, un percoso di centinaia di ore di studio e pratica con Photoshop, Lightroom ed altri software. Amando la didattica, comincio a progettare alcuni corsi di teoria, ripresa e postproduzione, tra cui il Seminario di Illuminazione Portatile ed alla portata di tutti.
Nel 2010 conosco Paolo Ranzani, famoso fotografo ed autore torinese, seguendo un suo corso, dove vinco il primo premio per il miglior redazionale moda, ed il mio modo di vedere ed intendere la fotografia evolve nuovamente. Organizzo sessioni di lavoro e ricerca personale in studio con persone comuni, modelli e modelle e studio la luce ed i modi con cui questa influenza e sottolinea le forme ed i colori, il viso ed il corpo umano. Approfondisco il lato “umano” della fotografia.
Partecipo ad un corso di perfezionamento tecnico stilistico di alto livello con Paolo Ranzani nel suo studio di Torino.
Comincia la mia avventura come fotografo professionista.
Inizio ad insegnare fotografia e le tecniche ed esperienze di maggior valore nel campo della fotografia di persone con luce flash e mista.
Il Seminario di illuminazione Portatile è derivato da insegnamenti di famosi fotografi americani, ma in italia non è per nulla diffuso e decido quindi di cominciare con questa esperienza oltre che con corsi di fotoritocco a vari livelli.

Nel 2011 il Seminario di Illuminazione tocca le principali città del nord Italia con un ottimo riscontro, accompagnato da un corso introduttivo su Lightroom, in collaborazione con ZMPHOTO.IT. In novembre tengo un seminario sull’utilizzo dei flash portatili per Canon a FOTOGRAFICA 2011, sempre in collaborazione con ZMPHOTO.IT, con la presenza di più di 100 persone. Attualmente ho in corso diverse collaborazioni come docente di fotografia e postproduzione.

Quello che voglio trasmettere ai miei allievi è la grande magia che può rappresentare la fotografia se viene affrontata con le giuste conoscenze ed il corretto approccio emotivo e cerco di bilanciare i tecnicismi con un approccio più umano ed emozionale che porta più facilmente allo sviluppo di un proprio stile ed di un proprio personale linguaggio.

“Se passa un giorno in cui non ho fatto qualcosa legato alla fotografia, è come se avessi trascurato qualcosa di essenziale. E’ come se mi fossi dimenticato di svegliarmi.”

(Richard Avedon)

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