giu 6 2011
Canon EOS 7D vs Canon EOS 60D – un confronto “emozionale”
Perchè “emozionale”, vi chiederete ? Perchè, a differenza delle prove tecniche e rigorose che trovate ovunque sul web ed in tutte le salse e le forme, io vi voglio analizzare e descrivere le due DSLR di casa Canon da un punto di vista più “umano”, più emozionale appunto, e con riferimenti all’utilizzo giornaliero sul campo (anche se non scattate tutti giorni come me). Le caratteristiche più importanti ed alle differenze tra i due modelli, in ogni caso, saranno comunque oggetto di qualche cenno all’interno di questa mia prova, ma voglio darvi una lettura un po’ differente dalle solite prove tutte dati e numeri.
Ho aggiunto qualche “intervallo” fotografico in modo che possiate fare una pausa nella lettura ogni tanto (cliccando sulle foto vedete il formato più grande).
Sono sicuramente un amante della tecnologia e del digital imaging ed apprezzo quando il mirino copre il 100% dell’immagine risultante, quando il rumore è basso a 6400 ISO e quando l’autofocus è preciso e personalizzabile alla follia, ma quello che personalmente amo di più in uno strumento fotografico (specie parlando di una reflex) è il feeling che questo trasmette all’utente ed è questo aspetto su cui vorrei soffermarmi parlando delle due reflex APS-C di Canon.
Premetto che sono un utente Canon da 20 anni ed ho sempre apprezzato le scelte della casa giapponese per quanto concerne ergonomia, funzioni e tecnologia, ma devo ammettere che con un’altro marchio in mano non mi sono mai sentito a casa come con Canon e questa cosa è dovuta principalmente proprio al feeling che i prodotti Canon mi hanno sempre trasmesso. Inutile dire che nella mia vita di fotografo Canon rappresenta ormai un punto fisso. Non me ne vogliate voi utenti degli altri marchi; è solo un gusto personale. Questo articolo non è in alcun modo sponsorizzato e voi dovete scegliete il marchio che più vi piace.
Ma passo subito a parlare delle fotocamere oggetto di questa chiacchierata.
EOS 7D, uscita nel 2009, è stata una fotocamera sicuramente rivoluzionaria che ha introdotto alcune funzioni nuove e coraggiose, e rappresenta senza dubbio un progetto di svolta in casa Canon, dove si è vista l’intenzione di fornire, anche su corpi APS-C, una dotazione tecnica di fascia professionale. L’APS-C non è morto. Questo è il messaggio che abbiamo recepito noi clienti Canon.
EOS 60D, uscita un anno dopo la sorella maggiore, è stata altrettanto una novità in casa Canon, sia perché lo “sdoppiamento” del segmento prima rappresentato dalle EOS XXD in due segmenti (60D e 7D appunto) ha segnato qualche cambiamento nella fotocamera EOS a due cifre, sia perché è stata la prima reflex Canon ad introdurre lo schermo LCD orientabile.
Premetto che sono un amante delle reflex APS-C pur non essendo un fotografo sportivo o naturalista ed occupandomi di fotografia dove il fattore di moltiplicazione e la veloce raffica di cattura non rappresentano dei plus particolarmente importanti.
Il sensore ridotto rende più economica la reflex, fa rendere spesso meglio gli obiettivi (che si trovano a sfruttare solo la parte centrale, che è la migliore, dei loro gruppi ottici) e permette di procurarsi due corpi ad un prezzo inferiore rispetto ad un solo corpo a pieno formato, oppure vedendo tutto da un’altro punto di vista, vi permette di avere una signora reflex in salotto senza svaligiare il vostro conto in banca, già bombardato dalla crisi. Non voglio certo dire che il FF sia inutile, lungi da me. Ha certamente tanti vantaggi innegabili (uno tra tutti uno sfocato migliore nei ritratti a parità di lente ed apertura); ma nemmeno capisco i fotoamatori che acquistano solamente FF perchè la qualità è migliore e poi si ritrovano con caratteristiche che non gli sono utili (ed scattano foto al proprio canarino con il flash a bomba rischiando di causare seri danni alla sua fragile psiche), mentre starebbero molto meglio con una reflex a sensore ridotto e dal costo inferiore che permetterebbe anche un turnover tecnologico più frequente.
Orbene … le due APS-C di Canon in mio possesso sono delle reflex, a mio giudizio, davvero riuscite.
7D ha una ergonomia ed una piacevolezza di utilizzo che non riscontro nemmeno usando una 5D mark II (Canon mi sentirà e sfornerà domani la mark III piena di migliorie, mi sarete riconoscenti di questo ^_^). Ha un autofocus diabolicamente rapido e preciso, che personalmente sorprendo a fallire solamente in controluce; adoro il controluce, ma sperare che non mandi in palla l’autofocus è davvero pretenzioso (nessun autofocus di nessuna marca resiste indenne al controluce). Negli altri casi (tranne la semioscurità per la quale ci vorrebbe la vista degli elfi) trovo che Canon abbia fatto un lavoro superbo.
Inutile negarlo, tutti usiamo e subiamo il fascino dell’autofocus. Mancando i vetrini di messa a fuoco che danno un’indicazione precisa della raggiunta del punto corretto di fuoco, ci lasciamo coccolare dalle comodità anche quando potremmo farne a meno.
Bene: la 7D vi coccola per bene.
La 60D certamente non ha i favolosi 19 punti (ma solamente 9 come le precedenti XXD e come 5D mark II), e nemmeno il nuovo sistema autofocus versatile e personalizzabile che ha invece la sorellona, e le manca anche lo schermo di messa a fuoco con LCD sovrapposto che semplicemente adoro su 7D, ma i suoi piccoli 9 punti ed il vecchio sistema fanno il loro dovere.
Se fate ritratto e foto in studio, non ci si trova troppo spesso a piangere la mancanza del nuovo sistema; la superiorità della 7D è invece schiacciante se fate foto sportive o caccia fotografica ed avrete sicuramente più probabilità di portare a casa uno scatto perfetto del rarissimo esemplare di Cuccurucù del Paranà che passava vicino a voi.
In ogni caso l’ergonomia della 60D è davvero buona. Policarbonato al posto di lega di magnesio che restituisce effettivamente un feeling meno professionale e non trasmette quella sensazione di “trattami male, tanto non soffro” tipica delle reflex in lega di magnesio. Manca la tropicalizzazione su 60D, quindi non utilizzatela per scattare nel deserto del Gobi o durante una bufera tropicale, ma anche tutte le lenti non serie L sono ugualmente non tropicalizzate, limitando di fatto l’utilità di questa caratteristica. Questo detto, l’ergonomia e piacevolezza d’uso della 60D sono davvero buone; è leggera, ma non lillipuziana come una 550-600D, ben costruita e maneggevole.
I comandi sono al posto giusto e la mancanza del mitico joystick delle XXD del passato si fa sentire in certe occasioni, ma non vi impedisce certo di essere pronti a scattare quando la vostra modella sfodera il suo sorriso migliore. Il nuovo controller multifunzione della 60D alla fine è piacevole e si utilizza con facilità, ha qualche vantaggio e qualche svantaggio nei confronti del joystick della 7D.
La tecnologia del pulsante di scatto è differente tra le due reflex e, tralasciando i dettagli tecnici, la 7D ha un pulsante che sembra più “galleggiare” nella sua corsa, mentre la 60D ha il pulsante di scatto a cui siamo abituati dalle precedenti reflex Canon del passato; medesimo feeling. Entrambe i meccanismi sono piacevoli e ben controllabili ed il suono dell’otturatore è gradevole per le due macchine anche se sostanzialmente differente a causa probabilmente di una differente tecnologia produttiva che ne cambia la “voce”. Inutile tentare di definire dei suoni, farei la figura di un sommelier alle prime armi, meglio allegare due file audio (sono in formato wav).
Suono otturatore di Canon EOS 60D
Suono otturatore di Canon EOS 7D
Con 60D non avrete 8 scatti al secondo, ma solamente 5.3 e, come sentite anche dai file audio qui sopra, la differenza c’è, ma anche qui, è limitata a certa fotografia. Difficile che vi capiti di sfruttare pienamente 8 fotografie al secondo facendo ritratti o still life; è decisamente una caratteristica sfruttata dai paparazzi e dai fotografi naturalisti o sportivi, dove una mitragliata di RAW spesso fa la differenza tra cogliere un momento magico o lasciarlo fuggire per sempre. Personalmente non credo di aver mai sfruttato nemmeno 5 frame al secondo, che sono comunque una discreta raffichetta.
EOS 60D pecca anche in precisione del mirino rispetto alla sorellona, circa 96% di copertura al posto del 100% dichiarato (e verosimile) per 7D. La copertura totale è una caratteristica che personalmente ritengo importantissima per la composizione, anche se il digitale ci induce spesso a lasciare un po’ di margine in più attorno ai soggetti per avere spazio di manovra per il crop in fase di postproduzione.
Anyway … sapere esattamente cosa entra nel sensore è comunque importante.
E qui 7D fa stare a proprio agio più che 60D.
Ci si avvicina di più all’altro vantaggio delle full frame, ovvero il mirino più ampio e luminoso che in effetti è la cosa che mi manca di più usando le APS-C.
Se volete usare le SD card che avete accumulato in anni di compatte di ogni genere e tipo, 60D non vi obbligherà a rivendere tutto l’arsenale perchè utilizza appunto le più piccole schede SD al posto delle più performanti e cicciute Compact Flash. Le SD entreranno più spesso direttamente in uno slot presente nel vostro computer senza dover utilizzare uno scomodo lettore esterno USB che contribuisce ad ingombrare la vostra scrivania, e questo è un vantaggio innegabile. Utilizzando delle rapide SDHC classe 10 di alta gamma, non avrete problemi a scattare le vostre raffiche e nemmeno con i video Full HD. La mia personale preferenza cade comunque sulle CF che mi paiono più affidabili. Se avete delle pachidermiche SD classe 2 (ma anche le classe 4 non sono il massimo) non sfrutterete appieno la velocità della vostra “eossina”.
Altra mancanza di EOS 60D rispetto alla sorella costosa è la microregolazione AF, che pur suonando come un termine tecnico da “nerd” ha sicuramente la sua utilità nel caso in cui una lente non voglia saperne di focheggiare in modo preciso quando accoppiata alla nostra reflex. Personalmente mi è capitato con il 50mm f/1.4 e con la 7D ho risolto la situazione in casa. Inutile negare che a mio parere avrebbero dovuto metterla anche su 60D e non credo nemmeno che la cosa sarebbe costata moltissimo visto che ho la sensazione che si tratti di una regolazione totalmente via software.
Comunque, tenete presente che su 7 od 8 ottiche che ho posseduto di recente, tutte EF o EF-S di Canon, ho avuto problemi lievi solamente con una di queste e non sono problemi che rendono le mie foto inguardabili (se lo sono è colpa della persona che preme il pulsante dell’otturatore).
Se potete fare a meno di queste cose, 60D vi regalerà uno splendido schermo LCD come non non ne avevo mai visti. Luminoso, definito, preciso, addirittura migliore di quello della 7D, specie perché ha un rapporto 3:2 come il bel sensore CMOS; quando rivedete una fotografia la rivedete quindi sfruttando l’ampio schermo fino all’ultimo pixel.
E se questo non è piacere di fotografare in digitale …
Se poi pensiamo al fatto che 60D monta il suo ottimo LCD su un sistema che ne permette la rotazione in tutte le direzioni spaziali conosciute, capirete che il piacere aumenta esponenzialmente perché tale schermo ci permette di lavorare in live view per utilizzare la macchina in posizioni impensabili (ed a nulla varranno i commenti di scherno dei passanti quando vi vedranno con la reflex sorretta dal braccio destro completamente esteso verso sinistra per catturare una scena “street” alle vostre terga).
Al di la dell’umorismo, questa cosa dello schermo rotante mi è sempre piaciuta ed ha utilità pratiche che spesso si ignorano fino a che non si prova ad usarlo sul campo. Certamente, il live view rende la reattività dell’autofocus a contrasto vagamente simile a quella che avete al mattino appena alzati dopo una notte insonne, ma vi assicuro che serve comunque e se l’avete a disposizione ad un matrimonio la userete di sicuro. Per i video poi è un toccasana, almeno fino a che non farete vostro uno spallaccio o steady con schermo esterno, follow focus ed obiettivo dedicato al video.
E vi accorgerete che ruberete qualche scatto in più sfruttando la chirurgica posizionabilità del vostro LCD girevole.
La cosa più importante di uno strumento di svago o di lavoro, a mio modesto avviso, è che diventi agevolmente un prolungamento del vostro cervello e della vostra creatività (o della vostra tecnica se fotografate solamente con quella). Ritengo che entrambe i corpi macchina in esame riescano pienamente in questo intento; con 7D pienamente in grado di sopportare un utilizzo pesante e professionale, ma con 60D che (se non la usate come pazzi scatenati) non vi lascerà certo in panne al primo colpetto ricevuto.
Non ho parlato ancora di qualità di immagine, e l’ho fatto appositamente.
Le due reflex infatti montano il medesimo sensore CMOS da 18 milioni di pixel che sono una bella palata di fotositi. La qualità di immagine quindi, pur avendo 60D un processore di immagine in meno di 7D, è del tutto simile. Non ho personalmente riscontrato differenze sostanziali nella resa dei colori, nel comportamento della gamma dinamica e nella gestione del rumore (forse 7D ha un pelo meno rumore agli alti iso, ma niente per cui chiamare a casa eccitati). Entrambe si comportano bene anche fino a 6400 iso stando attenti ad esporre bene (e voi sapete che in digitale si espone ETTR, ovvero per le alte luci, vero ?). Anche gli esposimetri paiono i medesimi, sistema iFCL a 63 zone, che legge anche i colori della vostra scena per ottimizzare il tutto.
Syncro x uguale (1/250sec), tempo massimo e minimo di esposizione uguali.
Ah … entrambe queste reflex gestiscono i vostri flash dedicati in wireless, e questa è un’ottima notizia per tutti voi matrimonialisti sparsi la fuori.
In ogni caso, per toccare con mano, eccovi 4 link per confrontare la resa ad alti iso delle due reflex (senza pretesa di scientificità). Il test è stato eseguito in alle medesime impostazioni di scatto, con la medesima luce e la stessa ottica (Canon EF 50mm f/1.4) e i file che scaricherete sono in formato raw (Adobe DNG) senza alcuna modifica effettuata. Ho messo i file zippati su servizio esterno di condivisione per risparmiare spazio sul mio server web (speriamo che evitino di chiuderli tutti, è già il terzo che cambio).
Che cosa vi consiglio di comprare quindi ?
La scelta come sempre “is up to you”. Se le mancanze di 60D non sono un problema e se preferite lo schermo rotante, potrete risparmiare 400 preziosi euro da destinare alle prossime bollette della luce.
Se invece ci sono cose che la 7D fa e che la sorellina si sogna e sono proprio le cose che voi volete che la vostra reflex faccia, bene, allora le prossime bollette fatele pagare dal vostro partner (o dalla mamma) e andate di 7D.
E se aspettassimo le prossime uscite di casa Canon ?
Se non avete fretta prima o poi dovrebbe uscire una 8D od una 7D mark II, ma chi lo sa ? Al momento di scrivere la prossima uscita di Canon dovrebbe essere 5D mark III, ma se siete APS-C boys, il mostro FF in arrivo non fa per voi.
60D è uscita da meno di un anno al momento di scrivere questo articolo, quindi penso che la sostituta non sia certo prossima.
In ogni caso con uno di questi due corpi vi divertirete come dei matti e non cercherete funzioni stratosferiche in più perché hanno tutto quello che serve (tranne il fotografo) per realizzare splendidi scatti.
Se verrete a qualche mio corso ve le farò vedere entrambe in modo che possiate valutare anche il feeling tattile e la disposizione dei comandi (aspetti per me molto importanti). Altrimenti ci sono sempre i grandi magazzini o i negozi di fotografia. Una mia raccomandazione : toccate sempre con mano le reflex prima di mettere mano alla carta di credito. E’ poco piacevole ricevere una fotocamera a casa e scoprire che ne odiate l’ergonomia.
Buona scelta a tutti, buona luce, ed alla prossima recensione.
*** tutte le foto in questo articolo sono scattate e postprodotte da Paolo Neoz e sono protette da copyright
***


















Commenti recenti